#EightDaysaWeekTheMovie

E’ esistita nella storia della musica degli anni Sessanta una rock band che a soli tre anni dal primo disco è stata in grado di riempire uno stadio di cinquantaseimila persone? Un gruppo che nelle sue tournée negli Usa costringeva gli organizzatori a utilizzare gli stadi per evitare che davanti ai teatri da cinquemila posti ci fossero cinquantamila giovani urlanti? Una rock band che dovunque andasse creava problemi di ordine pubblico che le forze dell’ordine non riuscivano a gestire? Un gruppo che aveva due front leader, entrambi splendidi interpreti di rock ‘nd roll, capaci di scrivere insieme più di 300 brani, tra i quali molti sono entrati nella storia della musica? Un gruppo rock che cinquant’anni prima di twitter riuscì con una sola dichiarazione di 140 caratteri a provocare la rivolta di tutto il pubblico statunitense? Una band che dovette smettere di suonare dal vivo perché la tecnologia dell’epoca era insufficiente per amplificare gli stadi che riusciva a riempire?

beatles-shea-harmonize

E’ esistita, si chiamavano The Beatles.

 

Lascia un commento

Archiviato in musica

Tore e gli altri

Ieri ha perso la vita il mio amico Salvatore Usala. Lo ricordo con questo articolo che gli avevo dedicato nel 2010. 

‘Mi chiamo Salvatore Usala e sono felicemente sposato da 35 anni. Da circa cinque ho un’amante di nome SLA. Mia moglie non gradiva, ma dopo c’ha fatto l’abitudine’. Inizia con questa fulminante, caustica battuta una video-lettera inserita su internet da Salvatore Usala, per gli amici Tore, uno dei circa 5.000 malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica che vivono in Italia.

Tore trascorre giorno e notte nella sua casa di Monserrrato in Sardegna, immobilizzato nel letto da questa patologia neuro-muscolare che fa registrare 1.000 nuove diagnosi all’anno. E’ assistito 24 ore dalla moglie, che come tutti i parenti dei malati di SLA a cui è stata effettuata la tracheostomia, deve controllare continuamente le apparecchiature che consentono  respirazione e alimentazione. Tore Usala entra in contatto con l’esterno grazie a un ‘comunicatore oculare’ che gli permette di scrivere sul computer attraverso lo sguardo e dà una voce metallica, monocorde, ai pensieri digitati dai suoi occhi.

Così, senza muoversi, ha messo su sul web una mailing list che consente agli iscritti di dialogare per realizzare una rete di amicizia e di aiuto reciproco coinvolgendo malati, famigliari, amici, specialisti. ‘Mi preoccupa più l’eventuale mancanza dell’ADSL che una notte insonne per le secrezioni’ scrive Tore. Proprio su internet ha spiegato con lucidità  perché  considera un onore essere stato ‘prescelto’ da questa malattia: ‘Nella vita si ha una sola certezza, la morte, ebbene se devo morire, prima o poi, considero un’esperienza umana e emotiva e di riscoperta dei valori della vita convivere con la SLA’.

Tore ha deciso di convivere con questa patologia degenerativa e progressiva del sistema nervoso, senza cedere alla disperazione, rafforzando la  psiche e lo spirito mentre il fisico progressivamente regredisce, prima di tutto per amore. Ha pensato ai suoi famigliari e alla necessità di ridurre l’impatto devastante che questa tragedia poteva avere su di loro. Così, seppure li costringe ad assisterlo continuamente, assicura loro serenità e affetto dal suo letto di sofferenza. Poi ha pensato ai suoi fratelli di SLA, e oltre a farsi promotore di una proposta di rinnovamento legislativo dell’assistenza dei malati in Sardegna, è diventato il capofila di una battaglia civile per i diritti di tutti i nuclei familiari che in Italia sono stati ‘prescelti’ dalla SLA.

Nel novembre 2009, assieme ad altri malati, inizia un drammatico sciopero della fame e invia una lettera al vice ministro Fazio. Usala ricorda che uno strumento legislativo, i Lea – Livelli essenziali di assistenza – giace in Conferenza Stato Regioni e non c’è traccia di un accordo. L’assistenza domiciliare è finanziata poco e male e in modo estremamente difforme da regione a regione. Il gesto clamoroso smuove qualcosa, un dialogo con il Governo si riapre, Tore e gli altri interrompono il digiuno. Ma poco dopo la loro storia ripiomba nel silenzio. Nel febbraio scorso, la vicenda di un ventenne deciso a mettere in vendita uno dei suoi reni per aiutare il padre malato di SLA, la riporta in primo piano. ‘Mi pare paradossale che un Governo che voleva fare una legge per salvare Eluana Englaro, poco più di un anno fa, – sbotta Tore in un’intervista – non prenda in considerazione la qualità minima di vita di malati e famigliari. Noi amiamo la vita, ma non a tutti i costi, molti rinunciano alla tracheostomia per non pesare sui loro cari, ed inevitabilmente muoiono per una crisi respiratoria. Se non si provvede con urgenza ci sarà un fenomeno di emulazione negativa’.

Usala annuncia che i malati di SLA – uniti in rete dall’Associazione Viva la Vita ONLUS – hanno in calendario una grande manifestazione di piazza a Roma con la presenza di cento malati gravi che vivono grazie alle macchine. ‘Se vogliono martiri per rompere il muro dell’ipocrisia saranno accontentati – spiega – non ha senso vivere senza lottare per le cose senza le quali la vita non ha senso’. La sua testimonianza di sofferente che ama la vita e gli altri e il suo coraggio civile, fanno sperare ancora nell’uomo. Ma rivelano la miopia di una società che emargina e copre d’indifferenza i malati di SLA e le loro famiglie, senza accorgersi che è nelle loro case che si vivono ancora i valori più alti della nostra comunità civile, troppe volte ormai  allo sbando.

Fabio Colagrande, maggio 2010

usala

Lascia un commento

Archiviato in amici

Burn Out

Cracovia, Cracovia, Cracovia, Cracovia, Cracovia, Cracovia, Cracovia, Cracovia, Cracovia, Cracovia, Cracovia, Cracovia, Cracovia, Cracovia, Cracovia. San Giovanni Paolo II, San Giovanni Paolo II, San Giovanni Paolo II, San Giovanni Paolo II, San Giovanni Paolo II, San Giovanni Paolo II. Papa Francesco, Papa Francesco, Papa Francesco, Papa Francesco, Papa Francesco, Papa Francesco, Papa Francesco, Papa Francesco, Papa Francesco. Giovani, giovani, giovani, giovani, giovani, giovani, giovani, giovani, giovani, giovani, giovani, giovani, giovani, giovani. Misericordia, misericordia, misericordia, misericordia, misericordia, misericordia, misericordia, misericordia, misericordia, misericordia, misericordia, misericordia, misericordia, misericordia. Panama, Panama, Panama, Panama, Panama, Panama, Panama, Panama, Panama, Panama, Panama, Panama, Panama.

BURNOUT

 

Lascia un commento

Archiviato in idee inutili

Maturato

 

Dal tabaccaio per le figurine

poi ti accompagnavo

forse troppo poco

Anche tu riposavi sulle brandine dei poveracci

come alla scuola dei grandi ora fa lui

La festa della castagna che finì male

una maestra crudele e quella lacrima che m’indignò

Il Mago di Oz di Paul fu il primo spettacolo in giardino

poi il grembiulino a posto da solo sulla gruccia

ti accompagnavo in moto e tu dietro parlavi, parlavi

e io ti chiedevo di ripetere

Poi Frittellino e Bottom, Luca Effe e Luca Di

Problemi di popolarità presto risolti

Il basso, gli occhiali, Micia e zia

che non c’è più

All’improvviso: il miglior fratello maggiore della storia

e i voti son cresciuti, insieme alle basette

Ero in giardino quel pomeriggio, sudando e sgridando

e la tua voce adulta e tranquilla risuonava dall’aula gremita

Papà è la voce di Moci! Sì lo so, ma tu non strillare

Lei può entrare se vuole!

Grazie resto fuori

non voglio si vedano le lacrime

tesina

1 Commento

Archiviato in poesia

Giachettino e il buon Fassino

 

Giachettino e il buon Fassino non faranno il sindachino

Poverino, Giachettino, poverello er sor Fassino

Giachettino sconfittino ora fa il deputatino e Fassino da Torino maledice l’Appendino

Giachettino col barbino e Fassino un po’ magrino, son rimasti un po’ malino a non fare il sindachino

Il Fassino è pallidino, Giachettino bruciatino (sarà stato per l’effetto del terribile raggino?)

Ooooh, son proprio due meschini i due poveri piddini e delusi e arrabbiatini ora pestano i piedini.

Uffa, uffa, uffa.. Orfini!

 

fassino-giachetti-510

 

Lascia un commento

Archiviato in poesia, Simpatia

Occhi blu

 

In fondo al letto stanco

al piano terra per non farti faticare

nel gradevole disordine di una calda casa inglese

mentre un pallido sole filtrava dal lucernario

dietro il mostro che ti soffoca il cervello

ho visto  i tuoi occhi blu profondi e vivi come il mare

e ti ho riconosciuta

per sempre

 

20160618_161106

Lascia un commento

Archiviato in poesia

Io

Io ho fatto, io sono stato eletto, io farò, io intervisterò, io ho intervistato, io andrò, io sono stato nominato, io faccio parte, io ho la responsabilità, io modererò, io interverrò, io ho detto, io pubblicherò. Io, io, io… e…. e … e… tu? Scusa forse non ti ho dato il tempo di parlare… E tu? Ma ci sei ancora? Ehiii!? Dove sei?…

Va bé, chi se ne importa. Dicevamo? Ah, sì: …io presenterò, io relazionerò, io pubblicherò, io twitterò, io condividerò, io ti taggherò, io ci sarò, non mancherò, presenzierò, vincerò, trionferò, non morirò, eterno sarò, paraponzi ponzi pò.

 IO_500px

1 Commento

Archiviato in Simpatia